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Il diabete

(EntrataAGambaTesa.it) – Il diabete mellito ? una malattia cronica, caratterizzata da presenza iperglicemica, dovuta ad un difetto assoluto o relativo della secrezione insulinica, e/o dell’azione insulinica.

Il diabete mellito a ridotta tolleranza glicidica (IGT) presenta una glicemia a digiuno (mg/dl) maggiore o uguale a 126, mentre la glicemia alla seconda ora dell’OGTT (mg/dl) maggiore o uguale a 200.
Invece, il diabete mellito con una ridotta tolleranza a digiuno (IFG) presenta una glicemia a digiuno compresa tra i 111 ed i 125 mg/dl, ed una glicemia alla seconda ora dell’OGTT compresa tra i 140 ed i 199 mg/dl.

Il diabete viene cos? classificato:

  • tipo 1 (insulino-deficienza)
  • tipo 2 (insulino-resistenza)
  • diabete gestazionale
  • diabete dovuto ad alterazioni genetiche, utilizzo di farmaci o altre patologie

Epidemiologia diabete mellito:

  • DMT 1 –> 0,5-1%
  • DMT2 –> 3-5%
  • IGT+DMT2 ? sommerso, 3-5%

Complicanze macrovascolari talvolta appaiono gi? con all’insorgere del DMT2; mentre le complicanze microvascolari appaiono dopo pi? di 5 anni dalla comparsa del DMT1.

Quali sono i possibili rischi acuti da attivit? fisica nel diabete mellito?

Possono esservi dei rischi cardiovascolari, metabolici o muscolo-scheletrici.
I rischi cardiovascolari possono essere l’aritmia o il difetto di pompa, una crisi ipertensiva da sforzo massimale, l’ipoestensione ortostatica post-esercizio.
Quelli metabolici, invece, il peggioramento dell’iperglicemia e chetosi, l’ipoglicemia durante l’attivit? fisica oppure l’ipoglicemia tardiva (notturna).
Infine quelli muscolo scheletrici comprendono l’ulcerazione del piede, nonch? microfratture plantari (specie in presenza di neuropatia).

Rischi acuti cardiovascolari

I pazienti con l’aumento di rischio, per cui ? necessaria la visita medica, sono quelli:

  • con et? maggiore ai 35 anni
  • DMT1 con durata maggiore di 15 anni
  • DMT2 con durata maggiore di 10 anni
  • con presenza di qualsiasi ulteriore fattore di rischio per malattia coronarica
  • con presenza di microvasculopatia
  • vascuolopatia periferica
  • neuropatia natomica

Nel diabetico ? pi? elevato il rischio di ischemia miocardica e di ipertensione per:

  • micro e macroangiopatia diabetica
  • neuropatia diabetica per la quale la soglia del dolore ? pi? alta (infarto senile)
  • nefropatia diabetica
  • frequentemente il diabetico ? sovrappeso e sedentario
  • ipercolesterolemia associata

L’ipotensione ortostatica, invece, presenta come sintomi la tachicardia a riposo,?? spesso presente dopo l’esercizio fisico. La prevenzione, che ha un ruolo importante, consiste nell’evitare di esercitarsi in condizione di caldo e freddo esterno, e di vigilare costantemente sull’idratazione.
Come si tratta? Vi ? una diagnosi differenziale con la crisi ipoglicemica. Si posiziona supinamente il soggetto, con le gambe sollevate, si favorisce la reintegrazione idrosalina, infine si monitora e si fa assumere al soggetto, lentamente, la posizione ortostatica.

Rischi acuti muscolo-scheletrici

In presenza di neuropatia si presentano complicanze come ulcerazioni del piede e microfratture plantari.
La prevenzione consiste nell’usare scarpe senza cuciture interne, provare sempre le scarpe nuove a fine giornata quando il piede si presenta pi? gonfio, curare l’igiene dei piedi, non utilizzare mai scarpe nuove direttamente in gara, non tenere tessuti scheletrici a contatto con il piede.

Rischi acuti metabolici

Prima di fare sport, per evitare una crisi iperglicemica, ? importante misurare la glicemia ed eventualmente l’acetone nelle urine. Se necessario, bisogna assumere insulina.
Le cause di una crisi iperglicemica (DM1, DM2, insulino dipendenza) possono essere:

  • iperinsulinemia da mancata azione degli organi controregolatori
  • aumentata sensibilit? periferica insulinica post- esercizio (24-36h)
  • sindrome di ipoglicemia ritardata notturna (fino a 12h)
  • aumento dell’assorbimento (ipermia) dell’insulina nei siti di iniezione
  • errata scelta del timing dell’esercizio fisico in rapporto all’ultima iniezione insulinica da parte dell’atleta
  • attivit? di lunga durata
  • attivit? anaerobiche sia lattacide che alattacide (perch? viene fornita energia attraverso la glicolisi)

La prevenzione viene effettuata principalmente dall’atleta, con il fondamentale aiuto del medico dello sport e di un dietologo.

Come riconoscere una crisi ipoglicemica?
Sintomi: malessere generale, sudorazione, pallore, tremore, debolezza, tachicardia, annebbiamento della vista, irritabilit?, ipotensione, ipoglicemia.
Terapia: sospendere immediatamente l’attivit?. Se i sintomi sono gravi, assumere 20g di carboidrati ad assorbimento veloce; se, invece, la sintomatologia ? pi? ‘sfumata’ assumere carboidrati ad assorbimento lento.

Si tratta di ipoglicemia se i valori sono inferiori a 55mg/dl. Recenti studi suggeriscono che lievi disturbi della coscienza possono riscontrarsi per valori di poco inferiori a 4mg/dl.

Diabetici in trattamento con antibiotici orali
Il rischio di iperglicemia ? ridotto, ma esistente. E’ pi? alto in caso di assunzione di farmaci secretagoghi; mentre ? praticamente assente in caso di assunzione di farmaci non secretagoghi.

Obiettivi di un programma di attivit? fisica nel diabete mellito

  • miglioramento dell’equilibrio metabolico
  • riduzione del rischio cardiovascolare
  • potenziamento della struttura osteo-muscolare
  • empowerment
  • miglioramento tono umorale

Controindicazioni assolute

  • recente episodio anginoso o infortunale
  • cardiopatia aritmogena mal controllata
  • cardiovasculopatia grave
  • miocardite
  • retinopatia proliferante o con recente evoluzione emorragica
  • insufficienza renale grave o acuta
  • episodio tossico-infettivo recente

Le linee guida sono stabilite dall’ADA in collaborazione con l’ACSM. Sono, inoltre, pubblicate dall’IDAA e la DESA, ed adattate dall’ANIAD (Atleti diabetici italiani).
L’ADA suggerisce solo l’attivit? aerobica. Per migliorare il quadro metabolico nel diabete mellito alcuni, invece, propongono di basarsi sul lavoro di potenza, utilizzando il supporto delle cosiddette ‘macchine’.

Linee guida ADA e ACSM:

  1. controllo metabolico prima dell’esercizio
  2. monitoraggio glicemico prima e dopo l’esercizio
  3. consumo di cibo

Linee guida sul reintegro di acqua:

  • la disidratazione fa aumentare il grado di fatica
  • la perdita di acqua maggiore del 3% del peso corporeo pu? produrre convulsioni o coma
  • la disidratazione nei diabetici produce pseudo-iperglicemia e pu? favorire fenomeni trombo-embolici
  • bisogna sempre tenere in considerazione le condizioni climatiche

Il reintegro di acqua deve essere generoso e preventivo rispetto al senso di sete

?Quale tipo di esercizio ? consigliato?
E’ consigliabile evitare l’impegno agonistico; l’attivit? fisica spesso viene proposta a persone di et? avanzata, con abitudini sedentarie.
Nei soggetti affetti da retinopatia diabetica ? sconsigliato lo svolgimento di attivit? che portano a frequenti scuotimenti del capo.
Nei pazienti in terapia con ipoglicemizzanti sono sconsigliati sport come le immersioni, perch? richiedono dei tempi di risalita obbligati.

Per prevenire danni nel diabetico bisogna:

  • effettuare riscaldamento e defaticamento ad ogni sessione
  • effettuare un graduale adattamento
  • l’automonitoraggio del soggetto
  • utilizzare calzature comode e prive di cuciture
  • svolgere l’allenamento a temperature non estreme e con una bassa umidit?
  • l’idratazione deve essere continua ed adeguata
  • vi deve essere un costante controllo glicemico
  • riposo in caso di glicemia maggiore a 250mg/dl

Diabete mellito, nuove aperture della scienza verso l’attivit? fisica
L’attivit? fisica intensa non aumenta significativamente la microalbuminia. La neuropatia autonomica non rappresenta una controindicazione per l’attivit? fisica, se attuata sotto stretto controllo specifico.

Programma di attivit? fisica nel diabete mellito

L’impegno deve essere assolutamente graduale. Il programma deve essere:

  • tipo: aerobico
  • frequenza: 3-5 volte a settimana
  • intensit?: 50-70% Vo2 max (oppure 50-85% HRR)
  • consumo calorico: 700-2000 kcal/settimana
  • orario: lontano dal picco insulinico prevedibile

E’ importante che vi sia un gradimento individuale, un’adeguatezza igienica della struttura utilizzata, che vi sia anche una costante supervisione da parte del dietologo e dell’allenatore. Come in ogni situazione sportiva ? importante la motivazione, quindi bisogna sempre incoraggiare il soggetto.

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Nato a Roma, l? 5 luglio 1988. Laurea in Scienze Motorie, conseguita nel marzo 2015, con la tesi "Il ginocchio varo e valgo nel calcio" Esperienze professionali da redattore:? Marzo-Settembre 2012: redattore presso Romagiallorossa.it Settembre 2012-Gennaio 2014: redattore presso GazzettaGialloRossa.it Settembre 2012-Aprile 2013: speaker radiofonico presso RadioPowerStation.com, trasmissione "Per questa maglia storica"? Aprile-Settembre 2013: caporedattore GazzettaAltriSport.it Esperienze professionali sportive:? 2007-2008: istruttore di nuoto ed assistente bagnanti presso Tiber Nuoto 2008-2012: istruttore di nuoto ed assistente bagnanti presso CSI Roma FlaminioAgosto-Novembre 2013: preparatore atletico ASD GiaDa Maccarese, serie D Agosto-Dicembre 2013: preparatore atletico ASD Cortina, serie C2 - calcio a 5 Gennaio-Maggio 2014: preparatore atletico e collaboratore tecnico presso ASD Casalotti, Promozione laziale Agosto 2014: preparatore atletico presso Polisportiva Borghesiana GiaDa Maccarese Settembre 2014-Maggio 2015: responsabile tecnico gruppo Esordienti (classe 2002) presso ASD Aurelia Antica Settembre 2015-Novembre 2015: responsabile tecnico gruppo Giovanissimi provinciali (classe 2002) presso ASD Sporting Tanas Settembre 2015 ad oggi: preparatore atletico e collaboratore tecnico presso ASD Casalotti, I categoria Ottobre 2015 ad oggi: responsabile tecnico Juniores regionale ASD Virtus Fenice<