Ivan Juric

Si tratta ormai di una consuetudine in quel di Genoa quando si tratta l’argomento “cambio di tecnico”. Inoltre nelle ultime due stagioni Juric è stato al centro di questo “tormentone”. È passato un terzo di stagione e Preziosi ha già cambiato per la terza volta la guida tecnica. Insomma viste queste premesse fin qui sembra tutto assolutamente normale per le abitudini del presidente.

Ivan Juric è il protagonista di questa analisi, però, e non le abitudini del focoso presidente rossoblu. Il tecnico croato al termine della stagione di grazia 2015-2016 vissuta alla guida del Crotone e terminata con la storica promozione in Serie A, era considerato uno dei tecnici emergenti migliori in Italia. Il suo gioco offensivo era spumeggiante e divertente, la difesa era curata nei dettagli, tanto da essere la seconda migliore del campionato con 36 reti subite in 42 partite. Il suo gioco ricordava quello di Gasperini: pressing a tutto campo, marcatura a uomo totale, continui scambi di posizione tra i giocatori di fascia.

Tutto ciò era bastato per farsi notare e per tornare alla base dopo l’esperienza sulla panchina della primavera genoana. In un primo momento Juric è riuscito a confermare quanto fatto vedere a Crotone, riuscendo addirittura ad imporsi sulla Juventus per 3-1 durante il girone d’andata, ma dopo diversi risultati negativi è stato sollevato dall’incarico il 19 febbraio, per far posto a Mandorlini (a sua volta poi sostituito da Ballardini, ma questa è un’altra storia…).

Lo scorso ottobre, nonostante un ottimo avvio di Ballardini, Preziosi ha richiamato Juric alla guida del Genoa, convinto che quest’ultimo avrebbe portato il bel gioco, contribuendo alla crescita di giocatori come Piatek e Kouame. Ancora una volta l’avventura Juric però è riuscito a strappare solo un sorriso ai suoi tifosi, sempre contro la Juventus, pareggiando per 1-1. Ma perché si è arrestato così il processo di crescita del tecnico croato? Cosa ha sbagliato in questa parentesi? Mi sono provato a porre queste domande, cercando una risposta nella lettura di alcune situazione tattiche che si sono palesate in questo periodo.

Linea difensiva. La linea difensiva è il grande problema di questo periodo per Juric, non tanto per qualità degli interpreti, quanto per la lettura di alcune situazioni. L’allenatore ha cercato di ricreare una situazione cara a Gasperini: la marcatura a uomo a tutto campo. Questo all’Atalanta funziona, perché si lavora anche con la linea alta, cercando di mandare in fuorigioco gli avversari, cosa che al Genoa si è vista poco. Infatti, spesso i centrali erano costretti a seguire gli attaccanti avversari in diagonali lunghissime, “rovinando” la linea difensiva e concedendo tantissimo spazio aperto.

La posizione di Criscito. Criscito in Russia è cresciuto tantissimo, imponendosi come terzino sinistro, nonostante si sia sempre fatto apprezzare anche come centrale mancino in una linea a 3. Al rientro in Italia, con Ballardini, si è subito fatto apprezzare come esterno, mentre Juric lo ha portato di nuovo sulla linea a 3, perdendo di fatto tutte le sue qualità offensive, la sua capacità di cross, la sua tecnica, e rovinando l’intesa che si era creata anche con il terminale offensivo dei sogni: Piatek.

E Piatek? Ad inizio stagione il campionato italiano sembrava avere un nuovo Batistuta, Preziosi era convinto di aver trovato il suo Lewandowsi dopo aver perso l’occasioni di comprare l’originale proprio qualche anno fa. Il polacco assomiglia molto al suo connazionale più celebre: punta letale in area di rigore, che ama posizionarsi al centro dell’attacco. Dotato di una buona tecnica, di un ottimo colpo di testa, sa partecipare al gioco con la squadra, ma ama decisamente di più finalizzare. Ma con Juric non è mai nato il feeling: il tecnico ama gli scambi di posizione tra gli interpreti offensivi, sia che siano due sia che siano tre. Ama le punte di movimento, per questo è arrivato addirittura a preferire al polacco Pandev, Kouame (comunque titolare anche con Ballardini) e Lapadula, che sembra aver smarrito la retta via. Piatek ha smesso di segnare con il cambio di allenatore, ha discusso, ha perso serenità, ma si è comunque fatto apprezzare per le doti tecniche.

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Nato a Roma, l? 5 luglio 1988. Laurea in Scienze Motorie, conseguita nel marzo 2015, con la tesi "Il ginocchio varo e valgo nel calcio" Esperienze professionali da redattore:? Marzo-Settembre 2012: redattore presso Romagiallorossa.it Settembre 2012-Gennaio 2014: redattore presso GazzettaGialloRossa.it Settembre 2012-Aprile 2013: speaker radiofonico presso RadioPowerStation.com, trasmissione "Per questa maglia storica"? Aprile-Settembre 2013: caporedattore GazzettaAltriSport.it Esperienze professionali sportive:? 2007-2008: istruttore di nuoto ed assistente bagnanti presso Tiber Nuoto 2008-2012: istruttore di nuoto ed assistente bagnanti presso CSI Roma FlaminioAgosto-Novembre 2013: preparatore atletico ASD GiaDa Maccarese, serie D Agosto-Dicembre 2013: preparatore atletico ASD Cortina, serie C2 - calcio a 5 Gennaio-Maggio 2014: preparatore atletico e collaboratore tecnico presso ASD Casalotti, Promozione laziale Agosto 2014: preparatore atletico presso Polisportiva Borghesiana GiaDa Maccarese Settembre 2014-Maggio 2015: responsabile tecnico gruppo Esordienti (classe 2002) presso ASD Aurelia Antica Settembre 2015-Novembre 2015: responsabile tecnico gruppo Giovanissimi provinciali (classe 2002) presso ASD Sporting Tanas Settembre 2015 ad oggi: preparatore atletico e collaboratore tecnico presso ASD Casalotti, I categoria Ottobre 2015 ad oggi: responsabile tecnico Juniores regionale ASD Virtus Fenice<

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