Per parlare di Nazionale e non solo abbiamo contattato Stefano Petrucci, ora speaker per Teleradiostero (potete ascoltarlo sui 92.7 tutti i giorni dalle 10 alle 14 ) ex  grande firma di Tuttosport e Corriere della Sera tra gli altri.

Stefano, ci si aspetta tanto da questa Nazionale targata Mancini, dopo queste ultime due partite che impressioni hai avuto ?
La Nazionale è stata molto brillante nel gioco, al di là del gol che continua a latitare, ci metto anche la partita con la Polonia, raramente avevo visto una Nazionale esprimersi cosi bene a livello di manovra. Il lavoro di Mancini è straordinario, riuscendo in un momento di crescita dei ragazzi italiani a mettere insieme il meglio formando un grande centrocampo.

Chi ti ha stupito di più e da chi hai avuto conferme importanti ?
Le conferme sono arrivate dalla vecchia guardia, in difesa specialmente, a centrocampo finalmente sta incidendo Verratti, tanta qualità, sacrificio e assist per i compagni.
Emblematiche le sue parole alla  fine partita  con gli Stati Uniti “…non mi sono mai divertito tanto mentre giocavo a pallone…”, il gioco è la cosa che mi ha stupito di più e che mi fa ben sperare per il futuro, giovani importanti e organizzazione di gioco, la strada è quella giusta.

Prima di lasciarti caro Stefano una domanda sulla Roma:
Finalmente è il momento di Shick?
Shick, il cui destino sembrava segnato da quel gol divorato contro la Juventus che avrebbe potuto cambiare radicalmente la sua avventura nella Roma sembra un giocatore che si sta lentamente avviando ad una rinascita importante.
Viene da 3 gol ed un assist nelle ultime 4 partite con la Nazionale, ha segnato in campionato, sbloccandosi finalmente.
Può essere il suo momento anche in vista della partita di Udine, sarebbe importante per lui, per la Roma, importante anche per dare a Dzeko un pungolo di cui il bosniaco sembra aver bisogno.

Si riparte da Udine, i bianconeri hanno appena cambiato allenatore, che insidie può incontrare la Roma ?
I rischi sono tanti, anche pensando alla legge dei grandi numeri, la Roma infatti sono 5 anni che vince ad Udine, i 9 punti raccolti dall’Udinese fino a questo momento sono pochi rispetto ai valori della squadra, la Roma dopo l’ ultima sosta ha perso con la Spal in casa e poi il cambio di allenatore che darà uno scossone, se non sul piano del gioco, Nicola è arrivato da sole due settimane e non ha la bacchetta magica ma dal punto di vista della voglia e del temperamento è un allenatore che può dire la sua. In tutto questo però la differenza tecnica tra le due squadre è piuttosto evidente, se la Roma si ricorda di essere la più forte può fare risultato ad Udine.

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